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«Aparece entonces, oh tú, hija del éter,
desde el jardín de tu padre y, si no se te permite
acudir como espíritu de la tierra, estremece
¡oh estremece mi corazón bajo otra apariencia!»

Friedrich Hölderlin, A la esperanza (de Odas).
Trad. de Txaro Santoro.

Foto: Villa Colón, Montevideo.


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 Detalle de «La circuncisión de Cristo», de Friedrich Herlin (1466).



«Invoca primero con vino a Jano y Júpiter; luego dirás: "Padre Marte, te ruego y suplico que te muestres benigno y propicio a mí, a mi casa y a nuestra gente; para esto he ordenado que mi campo, mi tierra y mi granja sean rodeados por el suovetaurilia, para que tú impidas, apartes y alejes las enfermedades vistas y no vistas, la esterilidad, la desolación, las calamidades y las inclemencias del tiempo; y para que permitas que mis cosechas, mis granos, mis viñedos y sementeras broten y fructifiquen; para que mantengas sanos a mis pastores y ganados, y nos des buena salud y fuerzas a mí, a mi familia y a mi gente".

»  "Para todas estas cosas, para purificar y hacer la lustración de mi granja, mi tierra y mi campo según he dicho, séate propicio este suovetaurilia lactante que te será inmolado".

 » "¡Padre Marte, para el mismo propósito dígnate aceptar este suovetaurilia lactante!"

» Con el cuchillo comprueba que la torta y el pastel estén cocidos; luego ofrécelos.

» Al inmolar el cerdo, el cordero y el ternero habrás de decir: "Para el mismo fin dígnate aceptar la inmolación de este suovetaurilia"

» No debes nombrar el puerco, ni el cordero, ni el ternero.

Catón el Viejo, De re rustica, 141.
Trad. de Vicente O. Cicalese.


«Una volta puó bastare, specialmente d' inverno, quando la nebbia indigena, la famosa Nebbia, trascina la città fuori dal tempo, rendendola più atemporale del sancta sanctorum di qualsiasi palazzo. La nebbia non cancella soltanto i riflessi, ma tutto ciò che abbia forma: edifici, esseri umani, porticati, ponti, statue. Il servizio dei vaporetti è sospeso, gli aeroplani non atterrano né decollano per settimane, le botteghe restano chiuse, la posta non arriva più. È come se una mano brutale avesse rovesciato come guanti tutte quelle infilate di stanze e avesse avvolto la città in quei tendaggi. La sinistra, la destra, l'alto e il basso si scambiano posto, e riesci a trovare la strada solo se sei del luogo o hai un cicerone. La nebbia è fitta, accecante e immobile. Quest'ultima qualità è però un vantaggio se devi uscire per una rapida commissione -per comprare le sigarette, diciamo-, perché allora, al ritorno, puoi infilare il tunnel che il tuo corpo ha scavato nella nebbia all'andata: è probabile che il tunnel resti aperto per mezz'ora. Nebbia vuol dire tempo per leggere, per tenere la luce accesa tutto il giorno, per non esagerare col caffè e con le riflessioni poco consolanti, per ascoltare le notizie della BBC, per andare a letto presto. In breve, tempo per obliare se stessi, nella scia di una città che ha smesso di farsi vedere. Senza volere, obbedisci alla città, specialmente se anche tu, come lei, non hai compagnia. Non essendo nato in questa città, puoi vantarti almeno di avere in comune con lei l'invisibilità».

Joseph Brodsky, Fondamenta degli incurabili.
Traduzione di Gilberto Forti.
Foto: Venezia.

Foto: Carnaval de Venecia (Sensation. 6 sensi x 6 sestieri).